sabato 23 marzo 2013

23 Marzo 2013


Mercoledì siamo stati a comprare una vernice per riverniciare le scale.
Tornati a casa si è messo a cucinare ed io sono andato a farmi la barba.
Ero molto freddo, silenzioso, rimuginavo su tutte quelle frasi.
Il vuoto che mi aveva anestetizzato in questi giorni sta lasciando pian piano spazio alla rabbia. Che sento crescere dentro.

Detesto questo lato di me.
Ma proprio ad uno scorpione, il segno più incazzoso, orgoglioso, permaloso, vendicativo dello zodiaco doveva fare questo? XD

Poi vado giù anche io e lo aiuto a cucinare, mentre taglio l'insalata sento la mano che trema. Sono serio. Assente.
Bevo due bicchieri di vino rosso, bello forte, sperando che mi inebri un pò.

Giorni fa avevo aperto questa bottiglia di Sagrantino di Montefalco del 2005, regalatami da mia madre,
custodita in un angolo da qualche anno, che aspettavo sempre qualche occasione in compagnia di amici e bistecca per aprirla.
Poi avevo paura che a forza di aspettare diventasse aceto.. è una metafora della vita no?
Si aspetta sempre il momento giusto, l'occasione giusta per gustarsi qualcosa e nel frattempo non ci si accorge che la vita è finita.
E l'occasione è sfumata comunque e per sempre.

A cena parliamo del più e del meno. Che hai? nulla, sto bene. Solo un pò di stanchezza. Tranquillo.
A fine cena lui ha gli occhi lucidi e si avvicina. Lo stomaco mi si contrae. Ho un peso in questi giorni. Nemmeno avessi mangiato un sasso.

Mi dice che gli dispiace vedermi così, che è colpa sua, etc.. io non riesco a ricacciare le lacrime e riprendo a singhiozzare..
Non vorrei perchè poi anche lui si mette a piangere.. e non mi piace dargli dolore.
Non vorrei perchè ho sempre pianto da solo, nella mia cameretta.
Ma ora il mio lettino non c'è più. E gli spazi in cui sono da solo, a casa, sono rari.
Forse essere in coppia è anche condividere il dolore, le lacrime. Anche quando causate dall'altro.

Riesco a scaricare la rabbia.
Con la testa premuta contro la sua pancia, le mani che stringono la sua felpa, io a sedere e lui in piedi davanti a me che mi abbraccia,
gli dico tutto quello che mi frulla in testa da tutto il giorno. Tutto quello che alimenta la mia rabbia. Piango e le parole si impastano e si bloccano in gola, escono a intermittenza.

Che il fatto che anche solo per "fantasia" abbia proposto di far venire gente in casa nostra, che è il nostro rifugio, nonchè casa della mia famiglia da due generazioni, mi fa male. E'  violarne la sacralità.

Che il fatto che abbia chiamato in chat altri "amore" mi ferisce. Perchè io non chiamo nessuno amore. Nessuno. Tranne lui. Ed è la prima persona che ho chiamato spontaneamente "amore". Che per me non è solo una parola. Ma ha un senso. Ha un senso pronunciarlo. Indipendentemente dal dimostrarlo coi fatti. Anche la parola ha un senso e non si dice o scrive a caso. Non io almeno.

Che abbia detto dove lavora a gente della nostra stessa città, che possono passare a vederlo al bar, gente con cui si sono segati insieme. Mi disgusta.

Che non ce la faccio a credere che sia stato tutto virtuale quella serata di "gruppo". Non ci riesco. Le parole sono troppo esplicite. Quelle frasi ce le ho stampate davanti agli occhi. Non ci riesco. Ci provo ma non ci riesco. Giuro che ci sto provando.

Ci sto provando a perdonarlo ma non ci riesco. Non mi riesce così su due piedi. Cancellare con un colpo di spugna. Non ho mai perdonato nella mia vita.

Gli chiedo perchè? non me lo meritavo, No, non me lo meritavo. Gli ho dato tutto ciò che avevo. A nessuno ho mai dato così tanto di me. Perchè?

L'unica cosa che, "nel macello", mi ha fatto piacere, è leggere, quelle poche volte che qualcuno chiedeva se era fidanzato  (e non diceva di no, però ho un coinquilino), che si, sta con me, è contento, sta bene, mi ama, che ha trovato un equilibrio e si trova bene anche sessualmente. E' soddisfatto. Ecco, leggerlo, per me in cui fiducia ed autostima non abbondano, mi ha fatto piacere.

Dopo essermi scaricato, nel mezzo di un discorso, mi è venuto spontaneamente di chiamarlo "amore". Mi sono stupito nel sentirmi. Allora riesco ancora  a chiamarlo così.

La sera, prima di andare a letto ci siamo fatti un trattamento reiki... è un gesto amorevole e ci ha fatto bene. Ci ha fatto sentire vicini.

Pian piano forse riusciamo ad uscire dal fango.

P.S. Anche stanotte ho sognato che stavo con un altro. E ci scuccava la madre XD

6 commenti:

  1. Speriamo che tutto si risolva.
    Belle notizie, questo voglio leggere! ;)

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  2. Mi spiace per la situazione in cui ti sei ritrovato, c'è bisogno di tempo per riflettere... un bacio :*

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    1. già.. spiace anche a me.. :/

      grazie x il bacio :)

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  3. :( Effettivamente dipende quanto siano espliciti i discorsi, pensare che sia tutto solo virtuale è difficile. Da quel poco che ci hai raccontato, capisco quanto la testa pensi che in realtà qualcosa di reale è successo davvero.
    Ma non voglio alimentare ulteriormente i tuoi tarli.
    Visto le riflessioni che hai fatto nel precedente post, sul tradimento e la possibilità del perdonarlo, e visto il sentimento che continui ancora a provare per lui sotto la cenere della delusione, dovresti fargli capire che la Verità assoluta, anche se terribile e difficile, è la cosa migliore per ricostruire un rapporto. Meglio confessare le proprie colpe e soffrire anche tanto per poi ricominciare con più fiducia, che basare un nuovo capitolo della vostra storia su una mezza verità.

    Un grande bacione :* :*

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    1. lui dice che è tutto virtuale.. forse è davvero questa la verità.. ma se c'è stato davvero qualcosa non me lo dirà mai. A questo punto me l'avrebbe detto...

      O forse sa che se mi dice che mi ha tradito anche fisicamente lo lascio all'istante....... XD

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