domenica 16 settembre 2012

16 Settembre 2012


Si è suicidata Francesca Bonfanti, una che non avevo mai sentito prima (si diventa famosi postumi a questo mondo), una che lavorava in radio, una che diceva una gran cosa: "Il dono dell’intelligenza può avere un prezzo che gli altri non possono neppure immaginare".

Ho appena finito di vedere un film su youtube consigliato da un altro blogger: "Veronika decide di morire". Bel film.

Sono un pò monotematico oggi..

Quando leggo di persone che si suicidano mi dispiace. Perchè un pò le capisco. E mi dispiace che abbiano smesso di lottare. E forse mi fa anche un pò paura perchè come cede un mister X posso cedere io. Lei ha ceduto a 41 anni..

Il suicidio per me è quel varcare il confine fra ragione e pazzia.
Voi lo sentite mai quel senso che tutto è finto, vuoto? Quella mancanza del senso della vita?
Che non ha senso vivere uniformandosi, seguire delle regole non nostre, dei ritmi non nostri. La sentite mai quella voglia di respirare a pieni polmoni ma non c'è abbastanza aria? E il respiro si strozza.
La sentite mai quella spinta alla ricerca di non so cosa, che nel nostro mondo improntato agli obbiettivi non trova posto. "Cosa cerchi?" - "..ma.. bo.. cerco.." - "ma vai a lavorare che è meglio.."
E forse anche la ricerca di Dio è proprio questo, la ricerca di un senso.
Da qualche parte ho letto: "Dio ci ha lasciato un vuoto nel cuore per non smettere mai di cercarlo". Ma vaffanculo Dio!! XD

Per me l'omosessualità è anche questo, far coincidere un pò della mia pazzia con la ragione, smettere di sforzarsi di essere uguale agli altri quando in realtà sono diverso. Io sono pazzo. Ma per ora mi controllo. E ho bisogno di una valvola di sfogo sennò divento pazzo per davvero.
Oggi la mia valvola di sfogo è l'omosessualità, mi abbassa la pressione interna. Il sibilo della valvola della pentola a pressione. Pssssssssss...

Sennò forse mi sarei buttato anche io da un ponte come Francesca o avrei ingoiato tante pillole e whisky come Veronika.

Dal libro (e raccontata anche nel film) vi è questa storiella:

"Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi. Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto.
Il mattino seguente l’intera popolazione andò al pozzo per bere. Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sé e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare. (...) Disperato, il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: - Andiamo alla fonte, e beviamo quell’acqua. In tal modo saremo uguali a loro.- E così fecero: il re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso. (...) E così il re poté governare sino alla fine dei suoi giorni."


Quante volte avrei voluto bere l'acqua della follia anche io.. ed essere uguale a tutti.

Altro brevissimo estratto dal film:
"E odio tutti quegli zombie nella metropolitana che hanno dimenticato tutti i loro sogni o il fatto che ne abbiano mai avuto uno da cui partire"

Mi ricordo che alle scuole superiori con un mio caro amico mentre parlavamo seduti su un muretto dentro di me mi dicevo che la "vita comune", quella che fanno tutti, l'avrei lasciata vivere agli altri, come pecore, loro avrebbero vissuto migliaia di volte quelle cose che io non avrei fatto, che fanno tutti, mentre io avrei battuto strade nuove. (Forse era anche ansia del pensare che tutto è già "socialmete" deciso. - scuola, lavoro, matrimonio, figli, etc...)

Ho sempre sentito dentro una gran forza, forse più come una lama che mi trafiggerebbe se non mi rialzassi o come una fiamma che mi arderebbe se smettessi di lottare. O forse è una voce calda e una mano benevola che mi accarezza e mi prende per mano quando mi sembra di non farcela.

Oggi forse potrei chiamarla pazzia. Perchè non riesco a darle un "posto nel mondo" in un mondo "normale" e uniformato. Riesco sempre peggio a confinarla, a ignorarla. E' come se mi chiedesse di "impazzire" un pò di più ogni giorno. E' lei che mi ha permesso di avere una relazione con una donna di 16 anni più grande di me, di vivermi alla fine la mia omo-normalità e adesso di camminare mano nella mano col mio ragazzo (ogni tanto.. è difficile ancora.. ma la mia pazzia mi incalza..).

O forse questa è la mia unicità e vera normalità.

Forse Coehlo (autore del libro da cui è estratto il film e autore che apprezzo) la chiamarebbe la voce della propria leggenda personale.

P.S. Più allegro: la situazione familiare continua a migliorare.. adesso non ci facciamo problemi a coccolarci davanti a mia madre che mi ha sussurrato: "come siete cariniii.." :-)
Inoltre a qualche sua amica ha detto di avere il "nuoro" XD
E ci ha ringraziato perchè la facciamo sentire in famiglia.. ^^

11 commenti:

  1. Io ho provato tante volte quelle sensazioni. Per fortuna non ho mai oltrepassato i punto di non ritorno.
    Invidio la tua vita di coppia e ti abbraccio tanto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Max! Già.. a volte la vita sembra proprio nera e senza possibilità di risalita..

      Grazie x "l'invidia" :D

      ricambio l'abbraccio ^^

      Elimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando sento che una persona che si è suicidata mi chiedo chi fosse, cosa avesse e soprattutto se ci sarà qualcuno a piangere la sua morte. Forse è proprio questo l'assurdo, ovvero una persona si uccide e pensa che questo gesto sia l'unica soluzione, che non ci sia più nulla da fare ed è convinta che la sua vita non abbia più un senso, ma in realtà quest'ultima ha senso per altri individui.
      Pensare di essere diverso, di non essere all'altezza degli altri è bruttissimo, perché rende le persone infelici e alla ricerca di un qualcosa di inesistente.
      Lo dico, perché spesso io mi sono sentito inadatto, come se mi mancasse qualcosa, ho sofferto tanto e tentavo di compensare quella mancanza, quel vuoto in altri modi. E' stato difficile. Ora mi accetto, ma vi è sempre quella voglia di cercare e di competere...
      Ho capito che vi sono persone meravigliose, che capiscono la bellezza della nostra unicità.
      Bellissimo post caro Narciso :)
      Sono felice che tu stia facendo questi progressi.
      Un abbraccio ^_^

      Elimina
    2. Ciao Amlè! ^^
      Perlomeno con il suo gesto a dato modo di riflettere a tante persone che neppure la conoscevano..

      Si.. concordo.. sentirsi diversi e non all'altezza è brutto.. l'ho vissuta per anni questa sensazione.. che voglia di teletrasportarmi su un altro pianeta..

      un abbracciooo anche a te!!

      Elimina
  3. Ne abbiamo già lungamente parlato via e-mail :P
    Mi sa che la natura, facendoci omosessuali (e soprattutto facendocelo accettare prima di finire nella fossa xD) ci ha permesso più di tutti gli altri di provare l'ebbrezza della "pazzia": quella pazzia che ti dona un'identità, uno spazio singolo all'interno della massa, una goccia di arricchimento nello spazio saturo di cose "normali". Siamo fortunati! :)

    Complimenti per il post e sono contento di averti ispirato, in minima parte, queste riflessioni :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. OOOOOOOOOOOOOHHH la mia musa ispiratrice! XD

      Si ne abbiamo parlato... e grazie per aver postato un commento che non importava vista la mole di mail che ci siamo scambiati :)

      bè.. fortunati.. probabilmente si.. ma convivere con la "pazzia" non è facile.. richiede di mettersi in gioco.. richiede forza e coraggio.

      Elimina
  4. Quante riflessioni che ha creato in me questo post :) Davvero bello!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Zeno! Grazie!
      Sono contento che ti abbia dato degli spunti di riflessione :)

      Elimina
  5. Conoscevo Francesca solo attraverso la radio. Ho letto "Veronika decide di morire" e ho conosciuto una persona che si è suicidata perché non tollerava più il peso sulle spalle. Il suicidio è una forza potente come un tornado: sconquassa le vite e le tocca anche a distanza di km. Smettere di lottare è un rischio che corriamo tutti, in questi anni così difficili e in queste solitudini che prendono il sopravvento con così tanta veemenza.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già.. era una radio romana..
      Il libro mi manca.. sarà una delle mie prossime letture.. prima ho altri 4 "mattoni" da consumare già pronti sul comodino. Mi hanno detto che è un bel libro. Che vale.

      Si.. è veramente una forza potente.. e hai nominato una cosa che non mi era venuta in mente.. la solitudine. Che in effetti riguardava anche me.

      Il problema è che tante volte pur circondati da amici ci si sente davvero soli.. persone anche belle ma che comunque non possono capirci o a cui non diamo il modo.

      Spesso mi sono sentito solo pur avendo tanti amici anche con un bel dialogo. Ma certe cose, nel mio caso l'omosessualità, nel caso di Francesca forse una percezione del mondo tutta sua, disillusa, ti tengono a distanza da tutti.

      Ciao Carolina, benvenuta :)

      Elimina