martedì 15 novembre 2011

15 Novembre 2011



P.S. (Pre-Scrittum)
Il mio amico mi ha richiamato. Mi è sembrata una telefonata senza un vero scopo se non quello di "ehi, tranquillo, siamo sempre amici, non è cambiato nulla" :D
Sono stato contento.. mi ha anche detto che è contento per me e che spera che il mio cucciolo sia il ragazzo giusto.. che amici adorabili che ho... ^^
E pensare che un tempo pensavo che tutto questo non me lo sarei mai vissuto e me lo sarei portato con me nella tomba...
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Ma.. passiamo all'argomento di questo (lungo) post psicologico introspettivo..

Una di queste mattine, mentre mi pulivo i denti con il filo interdentale (che bella immagine!!) ho avuto l'illuminazione.. ho capito perchè i rapporti con le ragazze mi fanno (in generale) "paura": perchè ho paura di deluderle, così come ho paura di deludere mia madre. Di deluderle perchè incapace di renderle felici (analogamente a mia madre). Mi sono anche accorto che sono in competizione con lei.. voglio fare bene quanto lei (se non di più) per dimostrarle che valgo. Persino sulla scelta della cucina nuova... pensa te la psiche dis-umana..

Con questo introduco un pò uno spaccato nella mia storia..

Quando leggo i vari blog di altri ragazzi spesso compaiono queste frasi (che invidio un pò..)
A - "L'ho sempre saputo, essere gay è la mia condizione naturale"
B - "E improvvisamente ho capito di essere gay e l'ho accettato"
C - "Sono orgoglioso di essere gay e mai tornerei indietro!!"

Io non l'ho sempre saputo, non l'ho ancora accettato e tornerei indietro anche subito.
Per di più, pur essendo fortunato per averlo scoperto entro i 30, mi sembra comunque di aver bruciato un bel pò di anni..

Bè.. comunque..

Fino alle medie andavo dietro alle ragazze anche se ero troppo occupato a giocare al Commodore64 per provarci realmente.. ma avevo pure la mia cotta segreta per una (che poi ho anche rivisto recentemente e siamo usciti un paio di volte per parlare un pò.. convive da anni etc.. ma questa è un altra storia )
Poi alle superiori la prima cotta per un ragazzo, un mio caro amico. Era una cosa affettiva, platonica, non pensavo al sesso. Lui etero. Pensavo ad abbracci, bacetti sul collo, stare insieme innocentemente, sedermi sulle sue ginocchia, coccole. Ai tempi ero vergine fra l'altro..
La cosa mi scocciava parecchio perchè il mio umore già variabile di suo, subiva dei veri e propri sbalzi in base alle attenzioni di lui. Stavo male.
Poi che lui avesse così tanto potere su di me, mi stava proprio sul cazzo... mi ci sono voluti anni per ridimensionare il nostro rapporto, imparare a dirgli di "no", a non pendere dalle sue labbra etc.. "andiamo a vedere questo film che non ti piace?" "si certooo", "mi prendi da bere?" "subitooo" e cose così..
E la cosa mi confondeva parecchio a livello sessuale, specie non avendo mai avuto una ragazza prima. Con lui mi sentivo appagato affettivamente e non sentivo il bisogno di cercarne una.
Ho studiato anni per capire che cavolo mi fosse successo e alla fine l'ho motivato con un "transfert affettivo" da mio padre a lui. Mio padre che non mi dava affetto, attenzione, accettazione. Lui invece che mi cercava sempre, che mi accettava come ero, che condivideva con me ogni giorno della sua vita. Era la prima figura maschile che sentivo veramente vicina a me, che mi voleva bene.
L'idea.. il tarlo.. dell'omosessualità mi sfiorava, mi tormentava e così l'ho rinchiuso in un angolino in fondo a me stesso. No, non era possibile, è solo un problema legato al rapporto con mio padre e con mia madre. Una cosa psicologica. Poi l'università.. la prima ragazza.. (sospiro di sollievo.. sono normale!).. la seconda ragazza.. la terza ragazza.. la paura passava, poi ritornava quando ero single, quando ricevevo attenzioni o sguardi da qualche uomo. I miei rapporti con le ragazze sono sempre stati pessimi dal punto di vista affettivo (sessualmente andavano), relativamente brevi, molto dolorosi.
Parallelamente a questo, mio padre è deceduto. Mi ci è voluto un annetto per riprendermi più o meno.. e poi mi sono sentito molto più libero. Lui era omofobico e dato che l'unica mia aspirazione era recuperare il rapporto con lui.. non potevo fare altro che reprimere ciò che avevo dentro, con la ricompensa che un giorno mi avrebbe detto "ti voglio bene". Adesso però ero libero.. di esplorarmi. Con mia madre c'era il ruolo del "bravo ragazzo" a cui pian piano mi sono ribellato con la forza della rabbia.. (della serie: mi vuoi bene solo se sono bravo?? vaffanculo!!)
Così pian piano ho iniziato a cercare di capire cosa fosse ciò che sentivo dentro.. ho iniziato a parlare in chat con qualche ragazzo, per capire. Nulla di più. Sono passati altri 2-3 anni e un altra ragazza. Davo (la do tuttora) la colpa ai miei, è tutta colpa di mia madre e di mio padre. Col dito puntato e la rabbia contro di loro non facevo nulla per me stesso.. affondavo nel fango.. ma l'infelice ero io.. e loro non risolvevano nulla.. è l'ora di smettere di fare la vittima e di rimboccarsi le maniche. La colpa è loro? forse si (!!) ma stare a rimuginarci su non cambia nulla. Ero stanco di me.
Così a 28 anni inizio a lavorare di più su me stesso.. meditazione, corsi vari, per capirmi, accettarmi, volermi bene, per provare ad essere felice.

L'obiettivo è chiaro (non semplice): voglio essere felice. Il primo passo è capire perchè i miei rapporti con le ragazze sono sempre stati fallimentari. Cerco sempre ragazze più dure, più maschili, fredde, indipendenti. Come mia madre.. almeno così dice lei quando parliamo dei miei rapporti col gentil-sesso. Ricerco una donna simile a lei.. forse.. ma forse quel tarlo che ho ignorato e cercato di annientare in tutti questi anni, dalle profondità della mia anima, continuava a vivere e ad influenzarmi.. finchè non affrontavo la paura dell'omosessualità non sarei mai stato felice.
(e non sarei mai andato da uno psicologo ad ammettere che avevo paura di essere gay.. MAI)

Capisco: (colpo di scena.. ta-daaaa!!)
La mia paura più grande è scoprirmi gay a 40 anni, con moglie e figli. Una cosa che non mi perdonerei. Condannerei me stesso e altre persone all'infelicità.
Dunque mi impedisco di costruire qualcosa di duraturo con una ragazza, trovando ragazze inadatte a me, così non rischio di ritrovarmi in quella situazione.. mi torna....

Inizio a fare amicizia col quel tarlo, quella parte di me, lo osservo, lo libero e gli do voce pian piano. Inizio a guardare i ragazzi senza sentirmi in colpa, scherzandoci su con me stesso, leggo tanto sulle storie di altri ragazzi, inizio un pò a provarci, incrociando lo sguardo con qualcuno..
(la cosa migliore che abbia mai fatto.. se anche voi avete dubbi.. provate a giocarci.. prenderla poco sul serio.. più si ha paura e ansia peggio è.. il "mostro" ci divora.. )
Entro in chat con dei ragazzi, con uno messaggio per cellulare, fissiamo per vederci, anche lui etero dubbioso, senza nessun obbligo di combinare qualcosa. Mi da buca. Finisce li.

A 29 anni vado in crisi.. sento la pressione sociale di mettere su famiglia, il tempo che passa, il non essere nè carne nè pesce, i miei amici che si sposano.

Basta. Questa paura va affrontata definitivamente. Nasce questo blog, per ricordarmi e condividere tutto questo. I primi post.. mi iscrivo ad un sito di incontri. Fisso con un altro, stavolta per fare sesso, un tizio etero represso che si fa schifo ogni volta che va a letto con un ragazzo, però non riesce a smettere..  mi da buca pure lui. Chatto con altri, altri li evito, orchi delle chat. Poi conosco il mio cucciolo. Spero che una volta incontrato, faccia a faccia con la paura, questa svanisca; che mi faccia ribrezzo; che desideri solo di andarmene. Invece mi piace. Fra l'altro anche lui mi stava per dare buca perchè proprio quella sera in cui ci dovevamo incontrare si era fatto vivo il suo ex ed era andato giù di morale. Per fortuna no, ci siamo incontrati. Da quella sera tutto è cambiato.. più di 7 mesi fa.

Sono contento di aver trovato una relazione stabile. E' più difficile da vivere, richiede più responsabilità, più coraggio, ma è molto più "terapeutica" e sana. Gli incontri mordi e fuggi non mi avrebbero aiutato a vivermela bene, ad uscire allo scoperto. Sarebbe rimasto qualcosa di sbagliato, proibito, sporco. Invece ho una bella relazione, la migliore mai avuta prima, che mi fa desiderare di uscire allo scoperto, di accettare me stesso, di continuare a lavorare su me stesso per stare bene insieme. Lui è meraviglioso.

Oggi.. le cose cambiano, una parte di me spera che una volta affrontati i "traumi infantili", tutto possa tornare "etero-normale". L'altra parte di me, quella che mi vuole felice, che mi ha spinto in tutto questo, sa che etero o gay non importa, l'importante è che scelgo di vivere me stesso, di "abitare la vita". Un futuro gay mi sembra meno utopistico di prima, io che vorrei 3 figli, una moglie giapponese e una casa in mezzo ai boschi. Lo voglio davvero io? o lo vuole mia madre, mio padre, la società? Sto cercando di capirlo. Gay non significa per forza una condanna alla solitudine, no? Oggi continuo a lavorare su me stesso e risolvere i "traumi infantili" o il "lutto di mio padre" è una cosa che voglio fare per stare bene con me stesso. Come dicevo all'inizio sto cercando di capire per esempio perchè se una ragazza ci prova con me, io entro in agitazione.. ecco forse che pian piano capisco.. Un passo per volta..

Un abbraccio di incoraggiamento in particolare a chi è sulla mia stessa barca..

2 commenti:

  1. Anche io all'inizio, quando non mi accettavo, cercavo e ricercavo le cause di questo mio orientamento. Forse lo facevo per dimostrare che non era colpa mia, "questa cosa brutta che avevo dentro" era stata colpa degli altri.
    Poi (dopo taaaanto tempo...e anche grazie all'aiuto della mia psicologa) ho smesso di cercare un perchè: la colpa non era di nessuno perchè la mia omosessualità non era una cosa sbagliata, una cosa causata dalla colpa di qualcuno... ero io! Io che amavo le altre persone in un modo diverso, che mi comportavo in maniera differente, che desideravo altro. E in effetti, se ci penso bene, così lo sono sempre stato, fin da quando sono nato. Quindi, a chi dare la colpa? Al Creatore?
    Penso che se riuscirai a comprendere e metabolizzare questo concetto (non solo col cervello, ma soprattutto con il cuore), potrai finalmente rilassarti e goderti pienamente questo tuo splendido presente con la splendida persona che hai accanto.
    Ovviamente ci vuole tempo, soprattutto dopo una vita passata da etero, però se senti che è questa la tua vera natura, se senti che quello che stai provando per questa persona è una cosa unica, allora non avere paura ad abbandonarti.

    Come te, anche io, quando ho cominciato a fare i conti con la mia "gaiezza", desideravo con tutto il cuore essere etero: pregavo e mi disperavo affinchè avvenisse il tanto desiderato cambiamento. Ma in fondo, qual'è la differenza tra essere Gay ed Etero? Non c'è! Un amore etero e un amore gay sono belli entrambi, una vita da etero e una vita da gay possono essere similissime. Forse l'essere gay a volte porta a confrontarti con un mondo che ancora non accetta questo lato della natura umana, ma le difficoltà si superano e i dispiaceri sono niente in confronto alla gioia di essere liberi, fieri della propria identità. Adesso non mi interessa più tornare etero...

    Sicuramente ti sarai fatto questi discorsi in testa diecimila volte: purtroppo non è con il raziocinio che dobbiamo assimilare questi concetti, ma con il cuore... Ma sono sicuro che con il tempo ci riuscirai anche tu.
    Datti il tempo di ascoltarti, senza paure, e nel frattempo goditi questo bellissimo amore :')

    Un abbraccio :)

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  2. ahahah non mettiamo di mezzo il Creatore ..
    dico sempre fra me e me scherzando:
    "se lui mi ha voluto così... chi sono io per contraddirlo" :P

    Grazie delle parole e dell'abbraccio ^^
    Anche se questi discorsi me li sono fatti migliaia di volte fa sempre bene leggerli una volta in più dalla "penna" di qualcun'altro..

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